SEGNI E PORTATORI DELL’AMORE DI DIO AI GIOVANI



Noi, giovani del MGS, siamo giunti al Colle Don Bosco provenienti da 65 Nazioni con diverse lingue, tradizioni, storie, sensibilità e modelli di società diverse, ma uniti:

  • da un’unica passione: la vita in tutte le sue espressioni;
  • da un’unica norma: il Vangelo del Signore;
  • da un unico sogno: la felicità di tutti i giovani, specie i più poveri;
  • da un unico stile: la Spiritualità Giovanile Salesiana.

Tra di noi abbiamo evidenziato un forte impegno a essere protagonisti e testimoni nel Terzo Millennio.Coscienti e sensibili verso le realtà sociali e personali, economiche, politiche e religiose dei giovani, specialmente i più poveri, siamo chiamati a impegnarci nei molteplici aspetti che incarnano la nostra esperienza di fede nella vita quotidiana.

Uno degli ambiti di impegno è la formazione integrale e permanente che nasce da una riflessione e da un discernimento spirituale e si riflette nella vita professionale quotidiana.
In comunione con i diversi rami della Famiglia Salesiana, è inoltre richiesto un lavoro di collaborazione continua, che irrobustisca la comunicazione e l’organizzazione.

Guardiamo con gli occhi e il cuore di Don Bosco e di Madre Mazzarello la realtà di oggi.

Portiamo nel cuore la piccola casa dei Becchi e la finestrella della Valponasca, l’oratorio di Valdocco e il laboratorio di Mornese, per affrontare la vita quotidiana con coraggio e costanza, con la fatica e la competenza nel lavoro, con la sincerità e l’immediatezza dei rapporti personali, con la stima e la fiducia vicendevole, con il silenzio che aiuta ad ascoltare Dio e incontrare Gesù nella propria vita.

Don Bosco e Madre Mazzarello sono il segno del grande amore di Dio per noi giovani:

  • l’amore di Dio che ci fa sognare ed è sorgente di speranza, apre orizzonti sempre più vasti per scoprire nuove strade, uscire da noi stessi e incontrare i giovani là dove vivono, specialmente nelle realtà più povere;
  • l’amore di Dio, che si presenta come Spirito, rende sempre più forti i nostri cuori, ed aiuta ad affrontare con gioia e speranza anche i momenti del dubbio, della prova e della croce;
  • l’amore di Dio che ci fa scoprire la grandezza della interiorità vissuta nella concretezza del quotidiano, dove il Signore della vita si presenta e rafforza le relazioni umane;
  • l’amore di Dio, con la forza dello Spirito, diventa creatore e creativo; lingue, esperienze, molteplici attività diverse, esprimono una sola passione: rendere concreto e umano l’amore di Dio per i giovani, soprattutto per più poveri e lottare per la giustizia, per la pace, per il rispetto della dignità di ogni persona.

Abbiamo invaso con la nostra gioia i cortili di Valdocco e le strade di Mornese: così come tanti giovani prima di noi.

Con amore filiale ci siamo affidati alla materna protezione di Maria Ausiliatrice, e sulle orme di Don Bosco e di Madre Mazzarello, in compagnia dei Santi della Famiglia Salesiana, abbiamo fatto l’esperienza dell’incontro con Dio nella preghiera, nel sacramento della Riconciliazione, nella celebrazione Eucaristica e nelle relazioni personali.

La santità è per noi oggi una cosa di famiglia: le testimonianze del MGS, provenienti dai diversi continenti, ci hanno incoraggiato ad essere presenti tra i giovani, specialmente i più poveri, attraverso l’educazione e il volontariato, la scuola e l’assistenza sanitaria, la difesa dei diritti dei giovani e la promozione della famiglia, l’animazione del gioco e del tempo libero e la formazione al lavoro.

Soprattutto, attraverso le testimonianze ascoltate, abbiamo preso coscienza che per poter offrire un servizio efficace occorre un’adeguata competenza educativa, una buona maturità umana e una forte carica interiore alimentata dall’unione con Gesù.

Abbiamo preso coscienza che le nostre esperienze sono più significative e hanno maggiore possibilità di successo se camminiamo insieme, giovani e adulti, consacrati e laici.

Abbiamo fatto esperienza di Chiesa anche nel dialogo fraterno con i Vescovi, che hanno aperto il nostro sguardo ad un orizzonte più ampio e ci hanno aiutato a capire e sentire che la Chiesa cammina con i giovani. Inoltre ci hanno stimolato ad essere partecipi nella vita della Chiesa e così renderla, attraverso la nostra presenza, più vicina alla vita dei giovani.
La comunità ecclesiale vive nella comunità degli uomini con la forza della testimonianza e della verità del Vangelo: questa è la sorgente della solidarietà, della fraternità, del rispetto reciproco, della difesa della vita.

Centro della vita ecclesiale e dell’esperienza personale è l’incontro con la persona di Gesù, riconosciuto come Signore.

Con i nostri impegni, vissuti vocazionalmente come risposta al Signore che chiama, noi partecipiamo alla costruzione della Chiesa, la rendiamo presente nella storia degli uomini, e siamo artefici di tolleranza, di comunione e di pace.

Il Regno di Dio si costruisce attraverso le azioni quotidiane a scuola e nel lavoro, con i familiari e gli amici, in casa e sulla strada: sono i segni dell’amore di Dio che si fa carne attraverso la nostra generosità e il nostro servizio.

 

LINEE DI IMPEGNO

A partire dalla sintesi personale realizzata dai partecipanti e riassumendo tutta l’esperienza del Forum, si sono trovati i seguenti orientamenti per il cammino futuro del MGS.

 

A) NEL CAMPO DELLA SPIRITUALITA'

1. Vivere l’esperienza di fede secondo la spiritualità del quotidiano

Fare della vita di ogni giorno il luogo dell’incontro con Dio nella scoperta della sua presenza nei giovani soprattutto i più poveri, per giungere a vivere coerentemente la sintesi fede-vita verso opzioni di santità evangelica. Questa spiritualità del quotidiano ci porterà a vivere la nostra vita con gioia, ottimismo e speranza; ad avere una visione positiva dei giovani e a collaborare nel costruire una comunità ecclesiale sensibile e aperta ai giovani.

2. Rivitalizzare alcuni elementi importanti di questa spiritualità.

· Interiorità– Favorire l’incontro personale con Gesù con l’interiorizzazione della Parola di Dio, la frequenza assidua ai Sacramenti e una pratica costante della preghiera personale e comunitaria, incarnata nella vita di ogni giorno ad imitazione di Maria, che conservava e meditava ogni cosa nel suo cuore.

· Discernimento– Coltivare il discernimento spirituale che ci porti a scoprire la nostra vocazione nella società e nella Chiesa, e favorisca uno stile di vita cristiano, realmente evangelizzatore dei giovani, soprattutto di quelli lontani.

· Accompagnamento– Promuovere una presenza attiva dei salesiani, delle salesiane e degli animatori tra i giovani. Dedicare tempo ad ascoltarli e ad accompagnarli. Un accompagnamento che sia personale e comunitario, continuo e sistematico, per un progetto di vita autenticamente evangelico. 

3. Comunicare la SGS con la vita

Testimoniare la SGS non solo nei nostri ambienti, ma anche al di là di essi, condividendo l’esperienza di questa spiritualità e i valori del Sistema Preventivo con i giovani, aprendoci a quello che vivono i giovani stessi e ad altre spiritualità. Per favorire questa trasmissione bisogna utilizzare nuovi linguaggi ed espressioni adeguate all’attuale mondo giovanile.

 

B) NEL CAMPO DELL'AZIONE

1. Potenziare l'azione del MGS in ambito socio-politico

Mantenere una presenza attiva all'interno delle istituzioni che lavorano in ambito giovanile (Comuni, Associzioni, ecc.), nei momenti speciali in cui si ascolta la voce dei giovani, nei mezzi di comunicazione sociale. Come MGS ci impegniamo soprattutto a mantenere una presenza attiva in ambito scolastico ed educativo.

2. Integrare fede e vita

Annunciare il Vangelo e i suoi valori non in teoria, ma attraverso impegni pratici definiti da un progetto di vita, in modo che il volontariato rifletta una scelta costante e definitiva.

3. Rinnovare l'opzione preferenziale per i poveri

Il MGS deve aprirsi ai più poveri e promuovere un’educazione per tutti, deve uscire dai muri ristretti incontro agli immigrati, agli ultimi, ai più poveri, là dove sono. Deve rispondere concretamente ai problemi più urgenti (violenza, droga, omosessualità, AIDS, ecc.) e alle sfide più comuni (apatia, solitudine, individualismo, ecc.) dei giovani. Crediamo che questo sia possibile attraverso la creazione e/o sviluppo di centri di accoglienza, centri giovanili, centri di spiritualità, ecc. In tutta sincerità e schiettezza, il MGS chiede a SDB e FMA che facciano una chiara scelta per i più poveri e bisognosi.

4. Promuovere la formazione integrale non solo a livello teorico ma anche pratico

Una formazione che sviluppi le capacità umane e professionali, e ci prepari per intervenire nella politica e nella società; che accompagni i processi di maturazione della fede attraverso itinerari diversificati e che presenti gli aspetti fondamentali del carisma salesiano.

5. Incrementare il protagonismo dei giovani nel MGS

Trovare opportune modalità per favorire il protagonismo giovanile, superando il timore del rischio e della insicurezza che questo implica, essendo i giovani i responsabili ultimi del futuro del Movimento.

 

C) NEL CAMPO DELLA COMUNIONE E DEL COORDINAMENTO

1. Far crescere il MGS come espressione dell’impegno educativo e missionario di tutta la Famiglia Salesiana.

Per questo occorre che i membri dei diversi gruppi della Famiglia Salesiana, giovani e adulti, consacrati e laici, lavorino insieme, con una progettualità coordinata e corresponsabile, evidenziando le cose comuni. Spazi privilegiati di impegno comune saranno: la formazione continua e permanente degli educatori, la progettualità unitaria nella comunità educativa, la presenza tra i giovani più poveri.

2. Promuovere una migliore conoscenza dei Santi della Famiglia Salesiana.

Per questo occorre un confronto più diretto e immediato con le persone e i luoghi in cui hanno vissuto i nostri Santi, che rappresentano le ricchezze con cui si è manifestato il nostro carisma. Una specifica attenzione e conoscenza va riservata alla persona e alla spiritualità di Madre Mazzarello, modello di interiorità e di contemplazione.

3. Rendere più evidente e significativo l’inserimento nella Chiesa e la collaborazione con altre agenzie educative che operano nel medesimo territorio al servizio dei giovani, specie se poveri.

Per questo occorre una adeguata formazione, la capacità di dialogare, l’accettazione delle differenze, un cammino di stima e di tolleranza nel rispetto reciproco. È importante che il nostro impegno nella comunità ecclesiale e nella società civile sia caratterizzato dai valori e dallo stile della SGS.

4. Irrobustire il MGS con un minimo di strutture di comunicazione e di coordinamento.

Per questo è necessario un sempre maggiore scambio di informazioni, notizie, esperienze, utilizzando anche le odierne possibilità informatiche e gli incontri comuni ai diversi livelli secondo le possibilità. Per un Movimento che ha la sua forza nella condivisione di valori ed esperienze più che nell’organizzazione e nell’istituzione, è importante curare i processi di comunicazione e di condivisione.