Il metodo ideato dal fondatore dei Salesiani attualissimo antidoto al disagio:un insieme di intuizioni e di realizzazioni che arriva al cuore dei giovani La Torino di metà Ottocento era una città in pieno cambiamento, in cui lo sviluppo produceva ricchezza ma lasciava attorno a sé anche tante sacche di povertà materiale e spirituale.
Giovani di ogni età giungevano nella città in cerca di lavoro, ma spesso finivano nel disagio perché soli, sfruttati nelle fabbriche o perché, spinti dalla necessità di sopravvivere, compivano furti e venivano per questo arrestati. Per le strade e le carceri di Torino si affina la vocazione di don Giovanni Bosco (1815-1888) che iniziò a radunare quei ragazzi e quei giovani animato dal desiderio di vederli «felici nel tempo e nell’eternità », come avrebbe scritto nella lettera da Roma del 10 maggio 1884.


















